Perchè chiedere aiuto?

I motivi che spingono una persona a chiedere aiuto allo psicologo-psicoterapeuta possono essere di vario genere. La sofferenza psicologica può infatti manifestarsi sotto forma di sintomo specifico (problemi respiratori, gastrointestinali, dermatologici, etc) o come uno stato generale di inquietudine, ansia, preoccupazione, tristezza. I sintomi sono “campanelli d’allarme”.

SU DI ME



Viviana Muccini
Psicologa-Psicoterapeuta

Infanzia, adolescenza, età adulta.
Esperta in Psicologia Giuridica, Psicopatologia e Psicodiagnostica forense. Operatore Clinico di Training Autogeno e Tecniche di Rilassamento.

Siamo esseri sociali

Aristotele scriveva “L’uomo è per natura un animale sociale, e il senza patria è certamente sciocco per natura e non per condizione, o migliore o semplicemente uomo, perciò l’uomo è un animale sociale più di ogni ape o di ogni animale selvaggio, com’è chiaro”.

Non è quindi difficile credere che la maggior parte delle difficoltà psicologiche derivino da un malessere relativo alla sfera sociale. Tuttavia la maggior parte delle persone non arriva a questa consapevolezza se non dopo un percorso terapeutico.  

Luna ha avuto il suo primo attacco di panico tuffandosi in acqua; in quel momento pensò che stava soffocando. Era una giornata d’estate, una come tante; ma da quel giorno per  Luna il mare non è più stato un luogo rilassante.

 Luna a quei tempi era una giovane donna fidanzata, durante la terapia ricorda di essersi sentita per anni “soffocata” da quella relazione.  Fortunatamente dopo pochi anni dal primo attacco di panico Luna è riuscita a dire a se stessa “stop” e ad intraprendere un percorso sia farmacologico che psicoterapeutico e soprattutto a lasciare il ragazzo.

Eric si presenta al  mio studio affermando di sentire un vuoto, di non essere in grado di provare nulla (non riesce persino a nominare la parola “emozioni”); aveva infatti appena concluso una relazione perché non riusciva a capire se ne fosse innamorato.  Eric durante la terapia ricorda di essere stato sempre un ragazzo intraprendente, socievole,  molto attivo che amava vivere giorno per giorno godendosi la vita in ogni sua sfaccettatura.  Non ricorda, invece, da quanto tempo ha iniziato a provare quel vuoto; afferma semplicemente di aver iniziato a indossare una maschera con gli altri per non risultare inadeguato nei contesti sociali. Eric pochi anni prima aveva perso il nipote in un incidente stradale, ma non ricorda di aver provato emozioni quella notte.  Ricorda solo di aver dovuto consolare la sorella e la madre e di aver fatto il riconoscimento del corpo martoriato del nipote, in quanto persona più lucida in quell’occasione.

Siamo esseri sociali

Maura viene mandata dal medico di base per un presunto “discontrollo della rabbia”.  Maura è una donna di quasi 40 anni, sposata e madre di un bambino di 3 anni; la sua maggiore preoccupazione è di non riuscire a trattenere la rabbia nemmeno davanti a lui. Maura non vuole essere una “cattiva madre” e non vorrebbe mai che suo figlio la sentisse strillare così spesso. Lei riconosce di non essere soddisfatta del suo matrimonio e si ritrova spesso ad urlare inutilmente per farsi sentire, forse per attirare delle attenzioni, forse perché non trova altri modi per esprimere i suoi bisogni e la sua insoddisfazione sia come donna che come moglie.

Che cosa hanno in comune queste tre storie?

Ognuna di esse mette in luce l’importanza che rivestono le relazioni personali nella vita sociale.  I rapporti con gli altri possono essere qualcosa da voler evitare o a cui non sappiamo rinunciare e spesso diventa uno sforzo vivere nella complessa società attuale.

Luna deve scappare da un uomo soffocante; Eric ha perso un nipote e ha dovuto rivedere il senso della sua vita ed infine Maura vorrebbe farsi sentire da suo marito.

E che ruolo hanno le emozioni? Esse sembrano aver interferito effettivamente con la ragione anche quando, come nel caso di Eric, sembrano non esser presenti.

È quindi fondamentale in ambito terapeutico ripercorrere la sfera sociale di ogni individuo, al fine di trovare insieme soluzioni e risposte che mettano gli stessi in condizione di condurre vite più felici e appaganti.  E’ quindi importante capire come ognuno di noi costruisce la realtà in cui vive e come taluni manifestino sentimenti di attrazione ed altri di ostilità. Altrettanto importante è analizzare l’evoluzione così come il cambiamento dei nostri atteggiamenti in relazione al mutare dei nostri bisogni personali.

Questo è ciò che cerco di fare in terapia.